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  4. Non ho tempo per la strategia, devo lavorare!

Molti imprenditori pensano di poter scegliere se adottare o meno una strategia aziendale. Purtroppo però, indipendentemente da loro, l’azienda è già dotata di una strategia.

Ogni giorno, infatti, ogni collaboratore compie una miriade di piccole o grandi scelte che costituiscono l’identità con cui l’azienda opera e si propone sul mercato. Ecco perché emergono due diversi scenari possibili:

  1. L’azienda ha consapevolezza e sta operando scelte coerenti e delineate da una strategia condivisa
  2. L’azienda, seppur animata da buone intenzioni, non ha un’idea condivisa e sta operando scelte prive di controllo e disarmoniche tra loro

È assolutamente fisiologico che, pur vivendo la stessa quotidianità aziendale, le storie personali e professionali, i diversi ruoli o coinvolgimenti, possano configurare percezioni  difformi rispetto ai punti di forza e di debolezza. Questo può portare a banalizzare le opportunità e a sottovalutare le minacce, rendendo improbabile l’individuazione e il trasferimento dei valori distintivi, sia interamente che esternamente.

Perseguire l’eccellenza operativa non significa avere una strategia.

Dobbiamo, infatti, ricordarci che la strategia è il collante che ha lo scopo di creare e offrire una proposta di valore al nostro target. Per queste ragioni, l’imprenditore dovrà trasferire in modo organico e strutturato le linee guida per affermare ma, al tempo stesso, mettere alla prova la sua visone che, qualora condivisa, potrà diventare distintiva, forte e sostenibile.

 

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Le aziende in cui la strategia non è progettata e condivisa, sono facilmente riconoscibili:

  1. Non esistono funzioni aziendali ma piccoli fortini dove anche l’imprenditore, a volte, fa fatica ad entrare;
  2. Le riunioni “ti rubo solo 5 minuti” sono la norma, perché quelle più strutturate sono solitamente il palcoscenico dei soliti noti;
  3. Le riunioni “conclave” si susseguono, diffondendo un senso di frustrazione, con progetti che non decollano ma rimangono ancorati a lungaggini stancanti e demotivanti rispetto alle aspettative iniziali;
  4. Ognuno arriva sempre con il proprio report, si fa fatica a misurare le performance e il raggiungimento degli obiettivi, perdendo completamente di vista il valore delle azioni fatte;
  5. I collaboratori sono convinti di fare sempre più del dovuto e sono perennemente in uno stato di emergenza e affanno;
  6. I progetti che prendono forma non sono ragionati a medio lungo termine, non rientrano in un piano specifico e sono spesso figli della fretta e della volontà stessa dell’imprenditore o del manager di turno.

L'unico tempo perso che ha a che fare con la strategia è il tempo perso dall'azienda prima di progettare la propria. Perché, quando si ha chiara la propria destinazione, l'incertezza cede il passo alla speranza.

Arrivati a questo punto dobbiamo ricordare che:

  • La strategia è il processo aziendale attraverso cui si individuano le priorità che consentono all’azienda di creare valore. Non rendere chiaro a tutta l’organizzazione quali sono queste priorità significa condannarla ad un disordine crescente che non potrà che portare alla distruzione del valore.
  • La strategia fa guadagnare tempo. Consente alle persone di avere ben chiaro su cosa concentrarsi ogni giorno, di confrontarsi sul modo migliore per raggiungere un obiettivo e di verificare se l’iniziativa posta in essere ha ottenuto i risultati sperati o se è necessario individuare soluzioni alternative.
  • La strategia consente ad un gruppo di persone di attivare il gioco di squadra. Solo quando l’obiettivo è definito ognuno sarà concentrato su come contribuire al suo raggiungimento e nessuno si perderà nello sterile “bla bla bla” per difendere la propria zona di comfort.

L’unico tempo perso che ha a che fare con la strategia è il tempo perso dall’azienda prima di progettare la propria. Perché, quando si ha chiara la destinazione, l’incertezza cede il passo alla visione.

Leonello Vesentini
Scritto da Leonello Vesentini

Accompagno le aziende, che hanno bisogno di mostrare il proprio valore al mercato, nella gestione ordinaria e straordinaria. "Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento."

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